<Blue monday: il diciotto gennaio la giornata più brutta dell’anno>

Da Periodico Italiano

Per fortuna il lunedì è passato e ciononostante siamo sopravvissuti. Anche se il colore è differente, stiamo parlando dell’inizio di settimana più nero dell’anno: ieri, lunedì 18 gennaio 2010, cadeva infatti il ‘Blue monday’, ovvero le più deprimenti ventiquattro ore che si possano registrare sul calendario.

A stabilire che ieri fossimo tutti depressi e demoralizzati è stata una ricerca a firma di Cliff Arnall professore del ‘Centre for Lifelong Learning’, una organizzazione britannica collegata all’Università di Cardiff che effettua studi sulla qualità della vita.

In realtà i risultati non fanno scalpore visto che confermano quanto il tempaccio e la crisi economica influiscano negativamente sul nostro umore. La particolarità, invece, sta nel modo con cui si perviene a tali conclusioni. Lo psicologo gallese spiega, infatti, che la data è calcolata prendendo in considerazione diversi fattori come le condizioni climatiche (contrassegnate con ‘W’), il livello di debito ‘D’ inteso come differenza fra debito accumulato e la nostra capacità di pagamento, il tempo ‘T’ trascorso a partire dal Natale, il tempo ‘Q’ trascorso da quando non si è riusciti ad attuare i buoni propositi del nuovo anno e il basso livello motivazionale assieme al bisogno di reagire ‘NA’. “Tutti questi elementi”, dice Arnall, “convergono per generare una giornata particolarmente infelice”. La data si elabora con una vera e propria formula matematica con tanto di parentesi quadre, moltiplicazioni e rapporto.

Quest’anno la triste ricorrenza è caduta il 18 gennaio, mentre il prossimo anno ci avviliremo il 17 dello stesso mese. Arnal spiega che la formula è valida per parte degli Stati Uniti come per la Gran Bretagna, ma non per paesi come il Texas, la Florida o la California dove il clima più caldo e solare scongiura la tristezza. Sembra dunque che, tenuto conto della formula, i ‘Blue Monday’ cadano sempre alla fine di gennaio come già avvenuto in precedenza. A fronte di un calcolo complicato però, il professore britannico, intervistato dal canale Msnbc, propone ricette semplici per scampare alla maledetta giornata. Dice infatti che è sufficiente “mettere su un Dvd divertente, oppure chiamare gli amici e mangiare insieme, magari contattando persone non frequentate da mesi o anni”. E ancora “uscire per una passeggiata nel bosco”, comportandosi, quindi, come se si fosse nel periodo primaverile.

A riconferma che i sentimenti delle persone (algebra a parte) sono influenzati dalle stagioni e dunque dalle condizioni climatiche, Cliff Arnal precisa che, con una formula analoga, si può elaborare il giorno più felice dell’anno che cadrà, ovviamente, in estate. Nel mese di giugno, infatti, c’è maggiore possibilità di stare a contatto con la natura e sulle piante ci sono fiori e foglie. A questo deve aggiungersi che, grazie al clima favorevole e alla lunghezza delle giornate, è normale uscire da casa e stare in contatto con amici e vicini. In questo caso, quindi, si dovranno considerare elementi come il tempo passato all’aria aperta ‘O’, alla natura ‘N’, all’interazione sociale ‘S’, ai ricordi delle vacanze estive durante l’infanzia ‘Cpm’, alla temperatura ‘T’ e, ovviamente, all’aspettativa delle vacanze in arrivo ‘He’.

Francesca Lippi


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